Mostra di Pasqua dal 25 marzo al 25 aprile, Galleria La chimera-Metropolitan -Lecce

Rocco Casaletto è nato a Potenza, il 23 ottobre 1979. Ha frequentato l’Istituto Statale D’Arte di Potenza nella sezione di Architettura e Arredamento, dopo il cui percorso ha svolto svariati lavori in molteplici settori. Ma la sua vera passione e propensione permane sempre quella nel campo artistico. Passione che ha continuato a coltivare producendo disegni soprattutto a china e a tempera

INTERVISTA A ROCCO CASALETTO DI HELGA OIRIK

Mi piace andare alla ricerca di nuovi artisti, di quelli che, quando l’occhio si poggia sul loro prodotto, ti emozionano perché si coglie un universo in divenire e la ricerca del bello. Ultimamente nei vari viaggi che faccio per lavoro e per piacere ho incontrato questo giovane artista molto schivo e riservato. Mi reputo fortunata. Quindi oggi andiamo a conosce un nuovo artista: Rocco Casalletto, che definirei ideatore di intrecci di forme e linee che creano l’infinito.

D. Rocco Casaletto si presenti e racconti quando è nata la sua passione per l’arte.
R. La passione dell’arte è nata con me, ho sempre avuto questa inclinazione. Sono nato a Potenza (Basilicata), e grazie all’amore che sentivo e sento in me per il bello e l’arte in generale mi sono iscritto all’Istituto D’arte nella sezione di Architettura e Arredamento. Ho svolto svariati lavori in molteplici settori, ma la mia vera passione permane sempre quella nel campo artistico. Passione che continua a coltivare producendo disegni soprattutto con le tecniche della china e della tempera. Credo fermamente di poter affermare che la mia propensione all’arte oltre ad essere una mia connaturale inclinazione sia una vera e propria attrazione verso il bello. Bello inteso come tutto ciò che della bellezza, nella sua più completa accezione “ si veste e si mostra” e in egual misura “ si cela”

D. Che cosa significa arte per Lei?
R. Per me Arte è la possibilità di trasformare il reale, capacità di vedere oltre ciò che appare, l’intuizione ardita della mente di mutare la natura delle cose.

D. Quale tema sviluppa nelle sue opere?
R. Tutto intorno a noi si presta al nostro quotidiano esistere come al nostro eterno sognare, questo diviene oggetto e soggetto di quanto realizzo. Le mie opere non sono mero frutto del pensiero ma, più marcatamente, intreccio tra luce e ombra, tra geometrico e non, tra bianco e nero sullo sfondo di una scacchiera che evidenza “ il gioco delle parti” nella fusione onnipresente tra reale e surreale. Occhi che scrutano del visibile il senso, porte aperte e mai chiuse, successioni di archi protesi verso l’alto e scale volte a dispiegarne la via.

D. La sua ricerca come si sta evolvendo?
R. Permane essenzialmente tale, nei suoi contenuti, ma si ramifica in un ulteriore espressione tridimensionale: modellistica di pezzi in legno, lampade da tavolo, oggettistica varia presepi.

D. Cosa vuole comunicare con la sua arte?
R. Incuriosire, attirare, questo è il mio intento. Non lo sforzarsi di ricercare il significato dato dal creatore dell’opera, ma la libertà di ognuno cogliere il proprio in quel dispiegarsi di forme, volumi e colori nei quali lascio la mia firma bramosa di affiancarsi a quella altrui. Considero infatti le mie opere in divenire: complete solo grazie a tutti quei mondi che, interagendo ne continueranno il tratto.

 

 

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