La bambina con la bicicletta
 
Il sole tramontava, rosso come
il sangue versato, e i monti gelavano
nella notte, dietro le verdi valli dove
scorre il vento, oltre il crinale c’è del fumo,
che impallidisce il cielo,
parlavano di odio, di amore maledetto
e frustrato,
parlavano di bambini in festa e voci
squillanti, ma non dicevano che nessuno rideva,
che nessuno festeggiava più,
che nessuno si guardava più dalle strade, o dai
vicoli chiusi, dicevano di non aver paura, di
continuare a guardare in alto, e vedere che tutti ci acclamavano,
che la gente ci guardava dai balconi,
urlando e invocando i nostri nomi,
con la paura negli occhi, e i brividi sulla pelle,
di guardare il mare laggiù,
ma senza paura di morire, o
di annegare, o di nuotare troppo a largo
e di non ritornare più sulla spiaggia,
con le mani che tremano, o le gambe
che non reggono il mio peso,
 
le mani ancora tremano, al
contatto con la sua pelle, e
gli occhi vacillano, nel guardare
il suo viso all’ombra del pino,
ma nulla ci farà dimenticare di guardarci
ancora negli occhi, come quando eravamo bambini,
o di tenerci ancora per mano,
o che il cielo diventi ancora rosso,
fredda è la tenda che copre i suoi occhi,
senza vedere le colline che bruciano al di là del suo sguardo,
e la desolazione nel cuore arido di spine,
oltre il vento, si vede il fumo che
brucia la tenda, ma oltre quella
una bambina sul viale con la sua bicicletta
aspetta sua madre, che probabilmente
andrà oltre quella collina, e vedrà il fumo
coprirle la vista.
 
Non abbiamo paura di combattere la guerra!
Né madri, né figli, né padri,
ma per la paura ci tremano ancora le mani,
e da tempo non sorridiamo.
Visione onirica

Quando la Morte ha rubato il tuo sorriso,

e si è vestita della tua pelle, con i tuoi occhi mi ha guardato, e

che ti ha strappato la voce che si confondeva

con la pioggia di quella notte,

una pioggia che non fa rumore,

mentre io mi nascondo dietro questa siepe,

dove il freddo fa sempre più

rumore nelle ossa,

mentre il vento ancora urla

tra le mie costole,

mi ghiaccia i polmoni,

non mi sono mai nascosto lì dietro,

ma ora farò un’eccezione, per non

farmi vedere dai tuoi occhi, che sembrano

le cavità di una grotta,

il freddo si sente fin da qua, o

per far sì che la tua voce non si confonda

tra le foglie, e

m’accorgo che il vento non è un semplice

effetto naturale, ma frutto

di quelle profonde e nere cavità, e

anche se cambiassi prospettiva di sicuro

non sposteresti più il vento con la tua voce, o

non cambieresti ogni singolo ordine naturale, e

non faresti a meno di scomparire.

 

Quando la Morte venne e azzerò i rumori,

sottraendo quello che avevi di più prezioso nei tuoi occhi;

muto diventa lo stagno con le sue acque,

muto diventa il mondo con i suoi conflitti,

muta la mia lingua che si muove,

muto sarà il cielo e i suoi bagliori.

 

Un bellissimo mondo
 
Sarebbe un bellissimo mondo, con i
tuoi occhi che lo guardano, o sarebbe un
bellissimo mondo con la tua storia raccontata su un diario,
ma non cambiamo mai il nostro sguardo, di odio
e rancore,
sarebbe un bellissimo mondo senza
la tua lacrima che lo bagna, anzi meraviglioso,
non morire bambino, non morire!
Sarebbe un bellissimo mondo se solo fosse vero,
e se non fosse tutto un gioco, e se tu sapessi volare
su questa terra schiveresti quella pallottola,
non ti faresti più male, e ritorneresti da tuo padre,
ogni giorno, ogni maledetto singolo giorno,
ma non è tutto perduto, non ti hanno tolto tutto,
puoi ancora danzare tra le farfalle, come hai fatto tante volte,
e girare, girare, fino a cadere,
cogli ancora quel fiore, e che non sia troppo gelato,
di notte si raffredda,
raccogli le tue cose, e fuggi,
ma non cadere.

Edoardo Santi è un giovane scrittore che si è appena laureato in Lettere Moderne all’Università della Tuscia di Viterbo. Attualmente sta conseguendo la specialistica in Filologia Moderna e ha pubblicato diverse raccolte poetiche, tra cui “L’amore in pochi versi” e “Il diario degli amori perduti” e diversi racconti in varie antologie, ricevendo vari riconoscimenti. Ha inoltre partecipato a numerosi concorsi, tra cui una Masterclass dove ha preso parte con una sua poesia. Questo è il suo primo romanzo, dove i temi affrontati hanno un forte legame con l’autore.

 

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