Mostre: Galleria Benvenuto

CANCOGNI – MOSTRA PERSONALE

dal 4 luglio al 10 agosto 2017

 

 

Inaugurazione martedì 4 luglio ore 19,30 con la presenza del Maestro.

 

Nel corso di una passeggiata lungo la riva del mare, durante l’osservazione di una cartolina, incontriamo immagini che conducono a “Marine” di Agostino Cancogni. La mostra in programma dal 4 luglio al 10 agosto, presso la CONTEMPORANEA GALLERIA D’ARTE di Foggia, offre rappresentazioni che confondono passato e presente, mescolandosi nel tempo, a sottolineare l’intrinseca visione romantica. Una serie di opere che perdono nel tempo le tracce della propria connotazione cronologica per favorire l’indagine sull’intramontabile poesia che trasmettono.

 

Orari: dal lunedì al venerdì : 17,30 / 21,00

 

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   BIOGRAFIA

DSC_0174Agostino Cancogni è nato a Forte dei Marmi (LU) il 26 Novembre 1950. Si è diplomato al Liceo Artistico di Carrara e, a 19 anni, è entrato all’Accademia di Scultura, da cui è uscito col massimo dei voti. Ha conseguito numerosi premi. Sue opere si trovano attualmente in collezioni in Italia e all’estero (Arabia, Inghilterra, Svizzera, Germania e America). Provvisto di notevoli doti e di un naturale talento, Cancogni ha saputo coltivarli con studi appassionati dell’anatomia e del disegno classico. L’artista si dedica inoltre alla scultura, un amore antico e profondo trasmessogli dal padre, anch’egli scultore. Passato attraverso vari cicli tematici, dal surreale ad un naturalismo di impronta caravaggesca, Cancogni approda oggi a quegli interessi di forma-luce-colore cari alla cultura dell’arte.

L’osservazione della realtà ambientale è parte dell’eperienza quotidiana nella pittura di Agostino Cancogni, ed è certo che si possa parlare di una vera e propria forma di intimismo, nel momento in cui l’artista si raccoglie in se stesso coltivando a lungo le sue segrete emozioni che nascono dal contatto con le cose e le forme che gli sono famigliari. I soggetti sgorgano dalla memoria, che agisce come filtro attraverso sovrimpressioni o riflessi in un recupero dell’immagine reale meditato però dal ricordo. Nascono così i suoi paesaggi toscani, le nature morte con fiori secchi ed altri piccoli oggetti dell’attorno domestico, portoni antichi, che hanno addosso le ferite del tempo passato ma che sono animati da una calda luce che dà loro ancora vigore di esistere. La pittura è sempre molto accurata e mantiene una sorprendente leggerezza di esecuzione, mentre pochi elementi emergenti sensibilizzano gli spazi calibrati e conclusi delle composizioni.